giovedì, 08 marzo 2007

Come sono belle le canzoni tristi degli anni Sessanta. Quando poi queste canzoni sono sconosciute ai più si prova, ascoltandole, un sovrappiù di snobistico piacere dovuto alla consapevolezza di essere tra i pochi a godere di questi piccoli gioielli. We few, we happy few… In questi giorni la mia canzone triste degli anni Sessanta preferita è "The End Of The World" della profondamente adorabile Skeeter Davis. Per chi non sapesse chi è Skeeter Davis (anzi, chi fu: è morta nel 2004, a 72 anni) può iniziare a conoscerla visitando questo sito molto completo a lei dedicato .
"The End Of The World" tratta di un tema eterno della poesia e dell’arte: lo sconcerto che l’amante prova per il fatto di continuare ad esistere (per il fatto che il mondo stesso continui ad esistere) dopo la fine del proprio amore, fine causata dall’abbandono o dalla morte dell’amato, dell’amata. Ho inserito il brano tra i miei media, per chi volesse ascoltarlo. E’ una ballata tenerissima e malinconica, con un testo commovente nella sua semplicità.
Lo riporto integralmente qui.


Why does the sun go on shining
Why does the sea rush to shore
Don't they know it's the end of the world
'Cause you don't love me any more

Why do the birds go on singing
Why do the stars glow above
Don't they know it's the end of the world
It ended when I lost your love

I wake up in the morning and I wonder
Why everything's the same as it was
I can't understand, no, I can't understand
How life goes on the way it does

Why does my heart go on beating
Why do these eyes of mine cry
Don't they know it's the end of the world
It ended when you said goodbye

Why does my heart go on beating
Why do these eyes of mine cry
Don't they know it's the end of the world
It ended when you said goodbye

postato da: LadyWindermere alle ore 21:18 | Permalink | commenti (32)
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martedì, 06 marzo 2007
Dahmermug
postato da: LadyWindermere alle ore 17:32 | Permalink | commenti (23)
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giovedì, 01 marzo 2007

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“Cambia l'avatar, che quello che hai fa pieta!”, mi dice lui, e io che sono un ragazzo di provincia poco avvezzo a gergalità tecnicistiche per prima cosa casco dalle nuvole… Che diavolo è l’avatar?! E allora mi faccio spiegare che cos’è, e mi spiegano appunto che l’avatar è l’immaginetta visibile sotto il mio username nel blog e in tutti i messaggi che lascio a commento dei post. E’ a Thea che dovrei rinunciare allora… No, non posso farlo. Certo Thea non è fashion, non è cool, non è trendy, non è up-to-date, non è smart, ma io non posso smettere di identificarmi in Thea, in questa donna siciliana che da quattordicimila anni guarda il mondo sempre con lo stesso sguardo stuporoso e addolorato. I love thee, Thea, e voglio dedicarti una poesia di Elizabeth Barrett Browning, poetessa romantica sorella di entrambi.

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of being and ideal grace.
I love thee to the level of every day's
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for right.
I love thee purely, as they turn from praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood's faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints. I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life; and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

postato da: LadyWindermere alle ore 15:21 | Permalink | commenti (25)
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mercoledì, 28 febbraio 2007

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Sono il tale sulla sinistra, ma, sinceramente, vorrei essere la meraviglia che sta al centro.

P.S.: la meraviglia che sta al centro è la meravigliosa, appunto, Marcella; il suo strepitoso mondo può essere esplorato su http://www.dragmarcella.it/ . Sulla destra telodicodopo, stupenda blogstar e caro amico.

postato da: LadyWindermere alle ore 16:27 | Permalink | commenti (32)
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mercoledì, 28 febbraio 2007

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In apparenza così sobria ed eterea, la donna Jil Sander secondo me sotto sotto è una ninfetta gran porcacciona. 

postato da: LadyWindermere alle ore 15:19 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 28 febbraio 2007

fp

Questo tizio si spaccia per un bravo regista. Non credetegli: è un cane.

postato da: LadyWindermere alle ore 10:44 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 28 febbraio 2007

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Il volto di Thea, una donna del Paleolitico vissuta in Sicilia 14mila anni fa, ricostruito partendo dallo scheletro rinvenuto nel 1937 nell'unica sepoltura del Paleolitico mai trovata nell'Isola: la grotta di San Teodoro, nel comune di Acquedolci. Lo scheletro e la ricostruzione sono custoditi nel Museo naturalistico Gemmellaro dell'Università di Palermo.

postato da: LadyWindermere alle ore 02:27 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 27 febbraio 2007

 Windermere

postato da: LadyWindermere alle ore 16:50 | Permalink | commenti (1)
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